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Detrazione Fiscale – IVA Agevolata – Contributi

 

IVA 10% AGEVOLATA  – RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015, la detrazione Irpef sale al 50%.

Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

DETRAZIONE FISCALE 50%  – RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

ATTENZIONE !!!

RECENTEMENTE L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA EMESSO UN COMUNICATO PER CUI LA SOLA SOSTITUZIONE DA VASCA A DOCCIA NON E’ PIU’ DETRAIBILE. PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTATECI AL NUMERO VERDE 800200208

Per maggiori informazioni è possibile scaricare dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it/ (seguire Home -> Cosa devi fare -> Richiedere -> Agevolazioni -> Ristrutturazioni edilizie) il file che spiega in dettaglio quali sono i lavori che rientrano nella detrazione fiscale,nel nostro caso per i lavori da noi effettuati come Trasformazione da Vasca a Doccia, Sovrapposizione di Vasche da bagno, Sovrapposizione di Piatti Doccia, etc le voci seguenti li integrano pienamente:

Impianto idraulico —- Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente

Sanitari                      —- Riparazione apparecchi sanitari e opere edilizie varie (tubazioni, piastrelle, ecc.)

In più sono elencati modalità di pagamento, documentazione richiesta e tutto quello che serve per non incorrere in errori banali.

In caso di problemi è possibile scaricare una versione del file direttamente dal nostro sito

DOWNLOAD GUIDA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

(Versione Aggiornata ad Aprile 2015)

 

IVA 4% AGEVOLATA  – PERSONE DISABILI

E’ possibile fruire della detrazione Irpef accordata ai lavori di ristrutturazione edilizia, ordinariamente pari al 36% (portata al 50% per il periodo 26 giugno 2012 – 31 dicembre 2015).

Rientrano tra queste spese quelle sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche, riguardanti, ad esempio, ascensori e montacarichi, elevatori esterni all’abitazione e le spese effettuate per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave (articolo 3, comma 3, L. 104/1992).

La detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche non può essere fruita contemporaneamente alla detrazione del 19% a titolo di spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile. La detrazione del 19%, pertanto, spetta soltanto sulla eventuale parte di spesa eccedente la quota già agevolata con la detrazione per lavori di ristrutturazione.

Per le prestazioni di servizi relative all’appalto di questi lavori, è inoltre applicabile l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché quella ordinaria.

CONTRIBUTI PER ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE – PERSONE DISABILI

Legge n. 13 del 09/01/1989 e circolare ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici n. 1669 del 22/06/1989
La Legge n. 13 del 1989 ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Informazioni per accedere a tali benefici.

Chi ne ha diritto

Hanno diritto a presentare la domanda di contributo:

  • Disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio e i non vedenti;
  • Coloro i quali abbiano a carico persone con disabilità permanente;
  • Condomini ove risiedano le suddette categorie di beneficiari;
  • Centri o istituti residenziali per i loro immobili destinati all’assistenza di persone con disabilità.

Nell’assegnazione dei contributi, la precedenza viene riservata ai disabili in possesso di una certificazione attestante una invalidità totale con difficoltà di deambulazione.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata al sindaco del comune in cui è sito l’immobile, in carta da bollo, entro il 1° Marzo di ogni anno, dal disabile (o da chi ne esercita la tutela o la potestà) per l’immobile nel quale egli ha la residenza abituale e per opere volte a rimuove gli ostacoli alla sua mobilità.
Nel caso la domanda venga presentata entro il 1° di Marzo la relativa richiesta rientrerà nel fabbisogno dell’anno in corso. Le domande possono, peraltro, essere presentate in qualsiasi giorno dell’anno successivo al 1° di Marzo e, solo se approvate dal Comune, l’interessato può eseguire l’intervento. Tali domande rientrano però nel fabbisogno dell’anno successivo.

Cosa deve essere allegato alla domanda

Alla domanda di concessione del contributo è necessario allegare:

l’istanza contenente la descrizione anche sommaria delle opere e della spesa prevista. Non è necessario un preventivo analitico nè la provenienza dello stesso da parte di un tecnico o esperto, anche se per opere di una certa entità è consigliabile ricorre ad un progettista;
il certificato medico (che può essere redatto e sottoscritto da qualsiasi medico), in carta semplice, attestante l’handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipende e quali obiettive difficoltà alla mobilità ne discendano, con specificazione, ove occorre, che l’handicap consiste in una menomazione o limitazione funzionale permanente. Qualora il disabile sia riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione dalla competente ASL, ove voglia avvalersi della precedenza prevista nell’assegnazione dei contributi, deve allegare anche la relativa certificazione della ASL; si ritiene che possano essere accettate anche certificazioni di invalidità rilasciate da altre commissioni pubbliche (es. invalidità di guerra, servizio, lavoro, ecc.);
l’autocertificazione in cui specificare l’ubicazione dell’immobile dove risiede il richiedente e su cui si vuole intervenire (via, numero civico ed eventualmente l’interno). Devono inoltre essere descritti succintamente gli ostacoli alla mobilità correlati all’esistenza di barriere o all’assenza di segnalazioni;
la dichiarazione in cui specificare che gli interventi per cui si richiede il contributo non sono già stati realizzati o né sono in corso di esecuzione. Si deve altresì precisare se per le medesime opere siano già stati concessi altri contributi.

Il disabile deve avere effettiva, stabile ed abituale dimora nell’immobile su cui si intende intervenire. Non si ha diritto ai contributi se l’immobile è dimora solo saltuaria o stagionale o precaria; si perde inoltre diritto al contributo se dopo aver presentato l’istanza o dopo aver effettuato i lavori si cambia dimora.

Dopo aver presentato la domanda gli interessati possono realizzare le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo e, quindi, correndo il rischio della eventuale mancata concessione di contributo.

Quale contributo

L’entità del contributo viene determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate. Se le spese sono inferiori al preventivo presentato, il contributo sarà calcolato sul loro effettivo importo. Se le spese sono superiori, il contributo sarà calcolato sul preventivo presentato. Il contributo massimo erogabile è pari a € 7.101,28.

L’entità del contributo è così fissata:

  • per costi fino a € 2.582,28 il contributo è concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta;
  • per costi da € 2.582,28 a € 12.911,42 il contributo è aumentato del 25% della spesa effettivamente sostenuta (es.: per una spesa di € 7.746,85 contributo è pari € 2.582,28 più; il 25% di € 5.164,57, cioè è di € 3.873,43);
  • per costi da € 12.911,42 a € 51.645,69 il contributo è aumentato di un ulteriore 5% (es.: per una spesa di € 41.316,55 il contributo è pari a € 2.582,28 più il 25% di € 10.329,14, pari a € 2.582,28, più il 5% di € 28.405,13 pari a € 1.420,26, per un totale di € 6.584,82);
  • se la spesa supera € 51.645,69, il contributo erogato sarà comunque pari a quello riconosciuto per quel tetto di spesa e, cioè, € 7.101,28.

L’erogazione del contributo da parte del comune viene fatta dopo l’esecuzione dell’opera e sulla base delle fatture quietanzate.

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